poncho.gifVoglio un micio e questo l’ho già detto. Il punto è che non volevo un micio qualsiasi. Volevo un gatto del gattile di Genova che già avevo visto. Me ne ero letteralmente innamorata, fantasticavo sulla sua presenza in casa e via dicendo.
Parlo al passato in maniera un pochino egoistica, perché questo gatto ha già trovato una famiglia e - quindi - per lui sarà stata sicuramente una grande gioia.

Spero che il bel micio abbia una casa ospitale e una mamma pazza come me! Magari un papà meno orso di mio marito ma sono certa che con il gatto si sarebbe sciolto come la cioccolata al sole. Ed è quello che succederà.

Causa lavori in casa, tuttavia, fino alla fine di aprile niente mici in arrivo… e, soprattutto, niente illusioni su chi sarà il MIO/NOSTRO MICIO. Certamente sarà un gatto adulto, magari un gatto col pelo lunghetto (a me piacciono quelli col pelo semilungo), oppure un gatto dal pelo copioso ma corto… e bello ciccione (mi piacciono anche i gatti tozzi, sono strasimpatici!!!). Certamente sarà un gatto fiero, composto come un egizio e segretamente coccolone… uno di quei gatti che ti rapiscono per la postura, ma che non vengono a far le fusa subito e per forza. Un gatto da conquistare piano piano.

Quello nella foto qui accanto, invece, è il gatto del gattile che tanto mi piaceva… e quello che più si avvicina al mio ideale “estetico” di gatto. Ma un micio va sentito, va vissuto e da un micio ci si deve lasciar catturare in un attimo… perché sia per sempre. Avevo sbagliato tutto.