Se c’è una cosa che odio è essere fermata e interpellata per rispondere a domande che non hanno senso. In via XX Settembre c’è sempre qualcuno che lo fa e che poi ti pianta in mano qualcosa. Ieri mattina… per esempio…

Tizio: Come giudichi i ragazzi che sono cresciuti in una casa famiglia?
Io: Non giudico.
Tizio: Forse non hai capito la domanda o non sai cosa è una casa famiglia?
Io: Sì
Tizio: Sì cosa?
Io: Cosa?

E se ne va… se c’è una cosa che ho imparato dal mio lavoro di commerciale… è che la comunicazione precostituita ha i pilastri traballanti. Poi, dire non hai capito non aiuta certo!
Lo so che quelle persone stanno lavorando o si stanno rendendo socialmente utili, ma il modo mi indispone. Esistono dei banchi, come quelli delle signore che vendono le uova di pasqua… e non cercano a tutti i costi di intortare qualcuno. Si affidano al buon cuore della gente.

Ma vi svelo un segreto. Ogni volta che chiudo una porta in faccia a una di queste persone, metto da parte qualche monetina da dare a una delle tante signore anziane che chiedono l’elemosina fuori dai supermercati. C’è n’è una ogni tanto a San Nicola… deve abitare in zona perché l’avevo vista entrare nel panificio una volta a chiedere gli avanzi e del latte in scadenza… e ieri sera l’ho incontrata.