Sapere bene l’inglese non significa solo e soltanto avere proprietà di linguaggio e conoscenze grammaticali pressoché perfette e consolidate.
Significa anche, purtroppo, ricevere ogni giorno telefonate dall’India, dalle Filippine e dal Cile, sentirsi chiedere “Is dear de capin?” e capire che stanno cercando un port-captain.
Tutte quelle menate della pronuncia con le quali gli insegnanti se lo smenazzano da una vita non servono a molto se non a inibire le persone che non si sentono in grado di pronunciare bene e a farsi false illusioni sulla pronuncia altrui.
La pratica di tutti i giorni è un po’ come una guerra…
Chiamatemi Chiara. Ho 28 anni, lavoro per una agenzia marittima, vivo con maritino e la pippi. Nel poco tempo libero divoro film e studio. Mi interesso di troppe cose e ne seguo bene meno di un pugno. Amo i viaggi, la buona cucina e il buon vino, l'antiquariato e i quadri.
Ho fumato l'ultima sigaretta il 18 settembre 2008 alle ore 22:00
Barbara
March 30th, 2007 at 1:59 pm
Concordo anche noi abbiamo a che fare tanto con india, cina & Co e la cosa più difficile è comprendere l’inglese di chi non è madrelingua e lo parla mixandolo un pò alla sua lingua natale…per fortuna devo parlare poco al telefono, uso + l’email ma ogni tanto anche per tradurre qualche paragrafo scritto ci dobbiamo mettere in 3
Smeerch
March 30th, 2007 at 3:11 pm
Biggapp fo’ Miss. Key Loreeena!!!
Newbrigand
April 2nd, 2007 at 2:23 pm
Come ti capisco, lavoro da due mesi come interprete per un’azienda di Automotive, e comunicare con tedeschi e spagnoli in inglese è quasi come imparare un’altra lingua.