Io sono la tipica persona apparentemente equilibrata. Tranquilla, serena, timidina. Poi, ogni tanto, mi incazzo e il malcapitato si stupisce delle mie reazioni.
Questa mattina ero in diretta con Londra per la realizzazione di un cartellone-sponsor che richiedeva il nostro logo (paghiamo anche per questo). La nostra grafica ha i suoi tempi e l’ho chiamata 12 volte in 20 minuti per chiederle se mi avesse inviato il logo. Succede… se ti dicono che hai 30 minuti di tempo per inviare o incorrerai nella deadline e il tuo logo non comparirà… quando il tuo capo ha versato 6k euro per comparire tra gli sponsor, succede… e anche se odi il telefono prendi la cornetta e chiami la grafica, mentre dall’altra cornetta sei al telefono con Londra e tenti di temporeggiare da una parte e di insultare dall’altra…
Fatto sta che mentre ero in questo stato… qui si discuteva sulla creazione di una WIFI dedicata all’ufficio della quale io avevo fatto il progettino da dare in visione al nostro IT-dept… e mi è stato chiesto - in quel momento - di stare ad ascoltare l’IT manager. Ma ho due orecchie e tutte e due erano impegnate, lavoro in multitasking solo sotto pesante stress e più di due cose alla volta non posso fare. Per cui ho temporaneamente appoggiato alla scrivania i telefoni e con una freddezza scazzatissima ho fatto capire al collega che non era il momento.
In effetti mi sono pentita delle mie stesse parole nel momento in cui le pronunciavo. Pentita e stupita perché mediamente mantengo una calma zen. Ma ero calma, ero solo luciferina nello sguardo e nello scandire le parole.

Però da queste parti fanno presto a vendicarsi… e il mio premio è un viaggio di lavoro a Taranto con una schiantapalle terrificante. Voglio morire.