Quando avevo 14 anni pensavo di essermi innamorata. Lui era il classico figlio di ricchi… sempre vestito da Piccolo Lord cresciuto, giocava a golf ed era una giovane promessa, studiava alla scuola germanica (aveva quelle origini lì) e tante altre cose che non ho mai avuto il tempo di sapere. Una sera d’estate l’ho chiamato nell’albergo dove era con tanti altri giovani golfisti… lui non mi aveva dato il numero ma sapevo dove fosse grazie a una amica. Be’, al numero rispose una ragazza e, facendosi delle grasse risate, me lo passò.
Riattaccai.
Ero in vacanza con mia nonna a Sirmione e lui era a pochissimi chilometri. Credo di aver maledetto il cielo.
Non la ero, innamorata, ma lui aveva quegli occhi azzurro verdi e quei capelli biondi in perfetto stile Antony di Candy Candy. Poteva essere più bastardo e fetente di così?
Il problema è che fino al giorno prima, se io cercavo un Anthony, lui era in cerca di una bambola gonfiabile… ed io non avevo la minima intenzione di esserla: ero cresciuta a suon di Cento colpi di battipanni prima di andare a dormire.

Detto questo posso scrivere quello che pensavo cinque minuti fa.
Sono fuori, a fumare una sigaretta. Davanti a me passano tre ragazzine di oggi, di quelle vestite seminude che si atteggiano come se il kamasutra lo avessero inventato loro (e che schifo, ci sono 3 di quasi 40 anni che le fissano con la bava alla bocca). Per un attimo mi salta al cervello, (con la merda, come direbbe mio padre), l’stinto materno e penso: figlia mia… cento calcioni nel culo prima di uscire con le amiche!