Ieri pomeriggio faceva un caldo cane. Ero sul mio balcone a mezzaluna, sotto la tenda, a ripararmi dal sole con un libro in mano e con le gambe da abbronzare. Il massimo del relax, un bicchiere di spremuta di pompelmo con ghiaccio e rigorosamente sugar free.
A un certo punto ho notato dei ragazzetti casinisti. Erano seduti ognuno su uno scooter. Pensavo fossero i loro. Mi sbagliavo.
Questi fanciulli, di età trai 15 e i 17 anni (io non gliene darei di più ma potrei sbagliarmi) hanno iniziato a tentare di aprire tutte le selle degli scooter posteggiati. Con una pressione esercitata non vi dico come (giusto per non istigare altri a farlo) sono riusciti ad aprire tutte le Vespa Piaggio (quelle nuove, qualsiasi modello) e due Movie. Il massimo del divertimento non era derubare i legittimi proprietari, ma guardare cosa ci fosse dentro e lanciarselo contro. Complimenti per il rispetto per il sudore altrui…
Indispettita, un po’ anche perché tra quelli parcheggiati c’era il mio scooter, che non si è aperto (tié!), li ho fotografati. Al secondo scatto, però, uno s’è accorto di essere nel centro del mirino, ha avvertito gli amichetti e sono tutti scappati (bellissimo, ho anche la foto della fuga!). Dieci minuti dopo c’era la volante sotto casa: evidentemente non ero stata l’unica a notarli.
Queste cose mi fanno incavolare. Sarà che mi sono sempre dovuta meritare le cose, per cui ho sempre saputo che ogni oggetto, anche il più insignificante all’apparenza, ha un suo costo e ha implicato una piccola rinuncia… ma non capisco veramente come ragionino certe persone. Sarà la noia? Era una bellissima giornata, perché non andare al mare? Perché non fare un giro in campagna? Perché non darsi fuoco? No, bisogna andare a rompere le palle a chi si sta godendo una domenica, rovinargli la sella del motorino, così magari non si chiude più o poi filtra l’acqua.
Tante belle bastonate!!!
Chiamatemi Chiara. Ho 28 anni, lavoro per una agenzia marittima, vivo con maritino e la pippi. Nel poco tempo libero divoro film e studio. Mi interesso di troppe cose e ne seguo bene meno di un pugno. Amo i viaggi, la buona cucina e il buon vino, l'antiquariato e i quadri.
Tambu
July 17th, 2007 at 8:01 am
beh, visto che li hai fotografati dai la foto alla polizia. Anzi, tecnicamente saresti obbligata a farlo, anche solo per un discorso morale.
missk lorina
July 17th, 2007 at 12:58 pm
l’ultima volta che sono andata dai carabinieri per denunciare un danno che avevo ricevuto intenzionalmente da un cretino di 14 anni che mi aveva investita con il suo motorino senza targa, mi era stato detto “grazie per l’informazione ma le consigliamo di ritirare l’esposizione, se non vuole beccarsi una controquerela e la fedina penale sporca… sa, serve anche per il lavoro…”.
Quindi mi sono limitata ad avvertire la sentinella di quartiere lasciando il mio numero di telefono… se avranno bisogno delle mie foto per reclamare danni sapranno dove trovarmi.
Tambu
July 17th, 2007 at 4:12 pm
ah beh certo. quindi hai lasciato stare?
poi non ci lamentiamo se il mondo va a rotoli…
c’è però una *leggera* differenza. questa volta avevi le foto. e cmq se fai una denuncia contro ignoti e presenti le foto, è dovere dei carabinieri fare le indagini. e di solito “ignoti” non può querelare nessuno.
bah.
MissK Lorina
July 17th, 2007 at 4:38 pm
il 14enne senza targa non era ignoto, i genitori avevano querelato un professore per averlo sospeso e denunciato perché il loro caro angioletto gli aveva girato una sedia nelle gambe di fronte alla classe.
ho lasciato stare dopo essere rimasta per 3 ore in caserma a cercare un modo…
ero ovviamente finita al pronto soccorso, la polizia aveva trasmesso la mia dichiarazione al Secolo XIX, era apparso un articolo sul giornale e il giorno dopo avevo 4 persone sotto casa. Secondo te come avevano fatto a sapere dove abitassi? chi mi poteva tutelare se persino le persone alle quali mi ero rivolta mi avevano chiesto di lasciar cadere i fatti? Mi prendevo una guardia del corpo?
Se faccio una denuncia contro ignoti io devo comunque lasciarci il nome e il cognome e non ho nessuna voglia di rivivere certe situazioni. L’unica cosa che mi sento di fare è, appunto, fornire ai diretti interessati il materiale che ho.
Io lamento solo il fatto di non sentirmi tutelata… e ho il diritto di entrare e di uscire da casa mia senza timore… se non sono le autorità stesse a garantirmelo… non potendo uscire con una pistola mi tocca scendere a schifosi compromessi (suggeriti tra l’altro da chi - sottolineo - dovrebbe tutelarmi).