La cosa più dolce per me è avere un pugno di giorni all’anno per poter evadere dal trambusto cittadino e dal lavoro per potermi lanciare libera verso le terre di Fenoglio e di Pavese. Incontrare un capriolo, salutare le caprette che non fanno ciao, godere del silenzio e del tempo che non è più tempo. Andare a mangiare nel mio ristorante preferito, fare rifornimento per la cantina.
Quest’anno, poi, i miei hanno affittato una casetta indipendente… per cui, lavoro del maritino permettendo, presto anche io potrò telefonare a qualcuno dicendo: “Sono seduta in cucina, mangio l’arbióra ‘d Prünày e vedo Mombarcaro!” (i genitori non sono stronzi quando sei bambino e non ti comprano i giocattoli se non è il tuo compleanno o Natale, sono stronzi quando sei cresciuto abbastanza da imparare a distinguere cosa sia superfluo, cosa non lo sia).