Mi sono accorta, mentre ero lontada da tutto, di essere diventata quello che non volevo essere. Ho un lavoro che mi piace ma che, tuttavia, mi ha privato di molte energie per cui non riesco più a trovare il tempo, la costanza, la testa (!) per leggere un numero smodato di libri… come facevo fino a poco più di un anno fa.
Venerdì i miei erano a Monesiglio per fare la spesa, maritino dormiva ed io spalmavo della fantastica crema di nocciole piemonte sul pane profumato del forno di Prunetto. Facendo un po’ di colazione ho letteralmente sbranato 50 pagine di un le mie memorie di uno scrittore del posto.
Sono diventata una lavoratrice di quelle corrose dal lavoro… di quelle che hanno per caso il tempo di andare a fumare una sigaretta e che quando lo trovano hanno il cellulare all’orecchio ché manimàn si riposano un attimo il cervello.
Però, quei pochi giorni lassù, mi hanno fatto promettere a me stessa che d’ora in poi sulla tavola apparecchiata per la colazione ci sarà sempre anche un libro. La colazione durerà sempre almeno 20 minuti (di lettura, né?!). Mi devo, insomma, riprendere almeno il tempo che fino a un anno fa avevo nei miei spostamenti in treno, quando - libro alla mano - fingevo di non vedere chi conoscevo per potermi sedere e leggere in pace.