Stoccolma: 24-28 settembre 2008

Scritto giovedì 16 ottobre 2008 in iTravel

Arriviamo di sera a Skavsta, ci sono 6° e c’è la nebbia. Poi 100Km di navetta per arrivare a Stoccolma e appena s’intravedono le luci della città mi si stampa di fronte agli occhi una luna gigantesca, sottile, rossa, all’orizzonte… appena sopra i tetti. Mi si infiamma il cuore (questa foto rende abbastanza l’idea, io purtroppo avevo la macchina fotografica in valigia).
Il nostro albergo galleggia e quando c’è vento e il mare è un po’ increspato dondola un poco. Ci sono tanti ragni lungo i canali e io patisco. Una sera è passato anche un topolone saltellando poing poing… poco dopo abbiamo visto un bel gattone.
A Stoccolma la gente è strana. E’ rilassata, parla pianissimo quasi sottovoce, simpatica. E’ troppo facile provare invidia. Tutto funziona talmente bene che si realizza subito di essere in un mondo “avanti”. C’è ordine, le file superano in precisione le inglesi, nei supermercati tutto è sistemato in maniera talmente metodica che la prima volta che si entra si trova al volo ciò che si sta cercando, le chiese accettano offerte via carta di credito, alcuni negozi sono dotati di uno strano marchingegno in grado di leggere il valore delle banconote e di sparare il resto in moneta mentre i cassieri contano e passano solamente quello in baconote… la fila scorre velocissima.
Il modo di vestire è decisamente affascinante. Le donne sovente estremamente femminili e gli uomini dandy fino all’effemminato. Ma non mancano i nostalgici metallari e gli appassionati di manga pettinati come i loro beniamini (una parte di me crede si trattasse di parrucche). Poi gente vestita normalmente… ma i turisti si notano subito, forse per i colori che indossano. Ah, ci tengo a sottolineare che H&M vende cose molto più carine che in Italia (cosa che avevo già notato a Monaco di Baviera e ad Edimburgo).
Per quanto riguarda le cose da vedere… c’è veramente l’imbarazzo della scelta e occorre purtroppo fare una drastica selezione. In assoluto ho preferito il Moderna Museet, con una sala intera dedicata a Max Ernst… un’esperienza inaspettata quanto unica. Il Vasa lascia senza parole ma sarà che ho sempre a che fare con navi… non è che riesca a metterlo proprio al primo posto. Il parco-museo Skansen ci ha portato via quasi un’intera giornata… era troppo divertente osservare tutte quelle case tipiche e poi gli animali erano bellissimi! Interessanti le Raccolte Numismatiche Reali, da trascorrere ore nei primi due piani. Subito dopo c’è il Castello Reale, con notevoli lampadari, arazzi e drappeggi. Un tantino deludente il Museo Nobel, che si salva perché sta ospitando una mostra fotografica su Bergman.
Io volevo entrare al Junibacken (il museo di Pippi Calzelunghe) ma poi fuori ho visto una marea di passeggini e delle foto di bambini di massimo 4 anni e mi sono vergognata.
Ma parliamo di cibo… ché a camminare tanto viene una fame da lupi!
Per un pranzo di 1 piatto con contorno + insalata (per l’insalata ci si serve dal buffet) mi sento di poter consigliare il Cattelin. All’ora di pranzo hanno 3 piatti (carne o pesce o pasta) a 79 SEK. Io ho preso per sbaglio le aringhe però erano davvero buone! Costa 2 euro in più di un Mc Donald e si mangia sano.
Confermo per la cena il pub suggeritomi dal Tambu, il Pub Engelen. Cameriere molto cordiali, ambiente simpatico e cibo buono a prezzi modici per la cena (io ho mangiato le classiche polpette svedesi con salsina, puré di patate, cetrioli, ribes e salsa all’aneto).
La seconda sera abbiamo mangiato in un ristorante vero e se il palato ne ha goduto il portafoglio ha pianto (non ricordo assolutamente il nome e ho perso lo scontrino sul quale era scritto 842SEK…).
La terza sera invece siamo finiti all’ O’Connells per colpa della sottoscritta e della partita Fiorentina-Genoa. Il pub è carino, il servizio rapido, il cibo non troppo caro (a parte i panini… perché pagare un chilli burger 13 euro mi sembra un tantino esagerato, ma almeno il morso sottratto al marito era buono). Io ho optato nuovamente per le polpette. I conto: 3 birre medie + chilli burger grande con patatine copiose + 1 piatto di polpette con soliti salsa, puré, cetrioli…: 43 euro.

Esperienza bellissima, l’ultimo giorno mi mancava solo il nostro amato vino. Da andarci a vivere dopo aver capito dove sia l’inghippo… non può essere tutto così perfetto.

Commenti

  1. Bentornata !! Tu mi sa che hai sviluppato una dipendenza da polpette !! :PP

  2. e invece, sorry, non c’è inghippo. E’ che anche tu sei abituata al terzo mondo e pensi sempre che qualcuno voglia fregarti :)

  3. grande Genoa!
    ps c’è un contest se vuoi partecipare

  4. mi piace molto come scrivi.. che aspetti a farlo di nuovo??

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