Ne avrete sentito parlare, comunque tutto è recuperabile su giornalettismo scartabellando tra un post e l’altro.
A conti fatti che cosa succederà? Io ho come il timore che tutto si fermerà a quanto segue:
1) Il video è stato sequestrato dalla Polizia postale, che accerterà chi l’ha messo sul web e se esistono responsabilità penali per le persone ritratte nelle immagini.
2) I genitori di ragazzi disabili avranno un motivo in più per provare apprensione quando i loro figli saranno lontani da casa.
Poi ci sono le eccezioni che confermano la regola. E ci sarebbe anche da chiedersi: quante volte succede e a quanti ragazzi? E non è neppure necessario essere disabili o down, se mi è permessa la freddura… ma a quanto sembra il cuore dei media si scioglie solo di fronte a certi soggetti, chissà poi perché. Non sarà mica perché fa più notizia vero? Tra: “picchiato ragazzo delle superiori” e “picchiato ragazzo down in classe” c’è una bella differenza, eppure il risultato è lo stesso… c’è qualcuno che è stato picchiato e non ha avuto il coraggio di dirlo. Sarebbe bello se tutti i qualcuno si sentissero autorizzati ad alzare un po’ la voce per denunciare i fatti… ma se i professori sono quello che sono allora capisco il timore e mi rassegno.
G: Sei mai stata al Caffé Lebowki?
MissK: No, mai.
G: Ottimo, non ci andare mai!
MissK: E perché?
G: E’ uno di quei posti per sfigati (=fighetti complessati), dove tutto sembra di stralusso e alla fine fa schifo come da altre parti. E c’è pure un coglione che fa il buttafuori, capisci?
MissK: Che gente c’è?
G: Puoi immaginare…
MissK: Vomito…
Peccato però, l’idea sembrava alluzzante.
I Voxtrot non sono il tipo di gruppo che mi fa impazzire ma il brano che allego al mio lettore qui sotto è carino… e così ho pensato bene di immortalarlo tra questi post.
[audio:http://www.voxtrot.net/MothersSistersDaughters&Wives.mp3]
Un’antologia di saggi sulla società e sulla cultura di massa del Giappone contemporaneo che tocca i più svariati argomenti: le mode giovanili, i manga, i videogiochi e la tecnocultura. Gli autori sono tutti specialisti italiani e stranieri, fra cui nipponisti noti a livello mondiale (come l’antropologa americana Anne Allison e la sociologa inglese Sharon Kinsella). Attraverso l’analisi delle pose, delle espressioni e delle fantasie veicolate dalla cultura pop giapponese, traspaiono le grandi problematiche sottese agli equilibri politici della società nipponica contemporanea: la frattura fra le generazioni, la tensione fra i “gender”, il problema del rapporto identitario fra Giappone e resto del mondo.
La bambola e il robottone è l’ultimo acquisto ed è il libro che sto per cominciare a leggere in questa pausa pranzo…
| Titolo | |
| Prezzo | € 15,49 |
| Dati | 364 p. (cur. Gomarasca A.) |
| Anno | 2001 |
| Editore | Einaudi |
| Collana | Gli struzzi |
A volte la vita è veramente ingiusta. Io mi sono trovata faccia a faccia con le mie paure. E come sempre stringo legami per empatia.
A volte mi sento proprio cretina, nutro speranze ingiustificabili e perdo la corazza. Perdo quel senso di autoconservazione che mediamente mi porta a non affezionarmi. Ma è anche bello farsi male e sentirsi umani… solo che a volte se ne farebbe volentieri a meno, vuoi per il momento, vuoi perché non è che ce ne sia strettamente bisogno.
Il miglior modo per combattere lo stress è davvero farsi il mazzo in palestra. E dico “farsi il mazzo” perché io, dopo 6 anni di nulla, mi sento morire.
Finalmente oggi ho iniziato il mio training in palestra… presto mi daranno una tabellina, giusto il tempo di valutarmi. E penso di essere già diventata lo zimbello della situazione (tanto per cambiare, né?).
Primo esercizio - 12 minuti di cyclette: settato su difficoltà 6, dopo un minuto ero morta e lo strumento del male ha intuito che il mio battito cardiaco stava accelerandosi a livello “infarto incipiente”, così ha iniziato a sbarellare suonando come un matto e abbassando la difficoltà come un count-down (6-5-4-3-2-1!). Per fortuna c’era il corso di pilates in contemporanea per cui con la musica alta non s’è sentito niente. Ma già ho un brutto rapporto persino con la cyclette, che ho sempre avuto a casa =)
Secondo esercizio - macchinario divaricagambe per muscoli che non ho. E’ stata un’esperienza imbarazzante. Perché ero perfettamente al centro della palestra nell’area pesi, dove c’erano solo uomini e aprire e chiuredere le gambe non era il massimo per una che come me naviga nel mare della timidezza più assoluta. (3×15 - 15 chili)
Terzo esercizio - macchinario per glutei: occorre accucciarsi e appoggiarsi sugli avambracci, quindi con un piede e il movimento della gamba bisogna tirare su un peso (gamba da flessa a distesa). (3×15 per gamba - 15 chili)
Quarto esercizio - stringibraccia (scusate i nomi artistici, se poi qualcuno volesse aiutarmi a capire che cosa io abbia utilizzato faccia pure): stessa cosa del divaricagambe ma al contrario, per rinforzare i muscoli delle braccia. (3×15 - 15 chili)
Quinto esercizio - spalle che non hanno muscoli e s’è visto: seduta sul macchinario malefico, allargare le braccia facendo salire i pesi e controllare il movimento di ritorno. Ovviamente dopo aver allargato la prima volta, nel ritorno mi sono cadute le braccia e ho fatto precipitare i pesi (e tutti a ridere, grazie!). (3×10 - 15 chili - solo per miracolo)
Sesto esercizio - ancora spalle? non saprei: seduta sul macchinario, impugnare due manubri, tirarli giù e ritorno. In questo sono stata molto brava, strano. (3×15 - 15 chili)
Settimo esercizio - addominali alti: alla panca, tirarsi su espirando mentre si sale. In questo ho destato piacevole meraviglia, ne ho fatti 100 consecutivi (furor di popolo).
Ottavo esercizio - addominali bassi: alla panca, tenendosi con le mani, con le gambe alzate in avanti flettere le gambe verso sé stessi e ritorno (dopo 25 sono morta e me ne sono andata negli spogliatoi).
Il mio personal trainer si è fatto più di una risata, ha tentato di convincermi che non ero del tutto uno schifo ma io sono certa del contrario e ci sarà da lavorare tanto!
Mi ero dimenticata di quanto sia per me imbarazzante anche stare negli spogliatoi, con tutte quelle donne che si spogliano senza problemi e che girano nude dopo aver fatto la doccia e che si infilano le mutandine strette tra le chiappe (ora la smetto perché non è un softblog, questo). Ma cacchio, le sessantenni potrebbero comprarsi un cazzo di accappatoio… no?
Ebbene sì, ieri ho saputo che avevano assolutamente bisogno di un EDP a bordo, ma i nostri non possono per contratto per cui, non volevo disturbare i miei cari amici che lo fanno per lavoro, mi sono permessa di offrirmi.
Il problema era una belinata, in sintesi, un file di sistema era danneggiato oppure era stato cancellato… per cui niente windows. A bordo non c’era il CD originale di windows2000 per cui non avevano nessuna possibilità di ripristinare quanto danneggiato/mancante. In pratica ho dovuto installare tutto (winXP che invece avevano) e fare in modo che dalla nave il comandante potesse inviare le email.
Ci ho messo circa un’ora e tutto è andato a buon fine. Nel frattempo ho avuto a mia disposizione coca cola, aranciata, caffé e dolciumi.
Prima di andare via, mi sono ritrovata a dover spiegare al comandante il motivo per cui non gli funzionassero pendrive da 1giga e altre amenità da collegare via USB (chissà come mai, eh?). Non avevo voglia di spiegargli che con un cavetto doppia alimentazione avrebbe potuto usare tutto tranquillamente (non avevo voglia perché sapevo benissimo che saremmo dovuti andare alla Fiumara per comprargliene uno e i colleghi non sarebbero certo impazziti all’idea).
Ho rotto il badge. Devo ancora capire come, ma lo ho rotto… e la cosa mi fa più che incazzare. Comunque, per il futuro ho comprato un portabancomat… ora sono il dipendente numero 507.
Notevole: al momento dell’iscrizione in palestra, mi hanno dato anche loro un badge (evidentemente vogliono mettermi tutti alla prova). Serve per entrare. Si passa attraverso uno di quei meccanismi… gli stessi che sono all’ikea e che contano quanti entrano. Anche per quello ho comprato un portabancomat.
Sì, lo avevo scritto, lo giuro, ma l’ho anche cancellato senza accorgermene. Che bestia!
Comunque un salutone a tutti! E aspettate perché devo aggiornare i link, per ora ho messo quelli che avevo inserito dall’ufficio… per cui gli altri devono aspettare tomorrow (never knows).
Chiamatemi Chiara. Ho 28 anni, lavoro per una agenzia marittima, vivo con maritino e la pippi. Nel poco tempo libero divoro film e studio. Mi interesso di troppe cose e ne seguo bene meno di un pugno. Amo i viaggi, la buona cucina e il buon vino, l'antiquariato e i quadri.